Lettera aperta a Nicola Porro in difesa degli statali

Caro Nicola Porro, lo scorso lunedì 29 giugno 2020 ho seguito la tua trasmissione e non mi è piaciuto l’attacco ai dipendenti pubblici in quanto tali che è stato fatto in diretta, sia perché non sono loro ad aver scelto di rimanere confinati a casa ma è stato il Governo, sia perché tra questi ci sono docenti, a cui anche io appartengo, che hanno continuato a fare il possibile per mantenere viva la didattica anche se a distanza e con tutte le criticità del caso, sia tutte le forze dell’ordine, sia tutto il comparto sanitario etc….. Sentire dire poi a qualcuno che si dice liberale suo ospite, che “purtroppo” sono troppo poche le sanzioni disciplinari contro i dipendenti pubblici, come se questo fosse il termometro con cui misurare l’efficienza degli statali, ed infatti secondo questo principio potremmo per assurdo dire per esempio che la qualità del giornalismo è data dal numero di espulsioni dall’ordine o magari da quanti negli anni sono stati condannati come Guareschi e Sallusti, potrei continuare ma mi astengo.
Creare ad hoc il nuovo “nemico del popolo” nel dipendente statale, perché suo malgrado, è il terminale di ogni servizio pubblico è fin troppo facile oltre che strumentale, e rientra nella logica di crearne uno per ogni crisi in maniera da sottacere le vere cause della stessa e su questo scaricare rabbia e frustrazione. Infatti di volta in volta i pubblic enemy sono diventati i proprietari, gli imprenditori, i liberi professionisti, quelli delle consulenze, quelli del posto fisso, i commercianti, i giornalisti, gli intellettuali non conformi, i carabinieri ed in generale chi porta una divisa, e l’elenco potrebbe continuare…Detto ciò spero nella possibilità che cambi o perlomeno modifichi la sua opinione nei confronti di chi lavora e si sente onorato di farlo per lo Stato Italiano e che magari è un suo estimatore.
In ogni caso le auguro di continuare a difendere la libertà con il suo programma…anche quella degli statali.
Con stima.
Prof. Ing. Antonino Sala

Il mio ricordo di Frà Giacomo dalla Frà Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Principe Gran Maestro dell’Ordine di Malta ed autentico Cavaliere Cristiano.

IMG_20141106_124923_0Ho appreso con commozione e dolore la triste notizia della scomparsa di Frà Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinetto, Principe e Gran Maestro dell’Ordine di Malta, avvenuta a Roma oggi 29 aprile 2020, di lui ho sempre ammirato il grande slancio caritativo che lo ha visto presente tra i senzatetto e i poveri di Roma, la sua cultura classica e le sue grandi doti di umanità che ne facevano un esempio di autentico cavaliere cristiano.

Lo conobbi a Roma nel 2014 presso la sede all’Aventino del Gran Priorato dell’Ordine di Malta durante il mio soggiorno per lavoro nella capitale, in quell’occasione mi accolse calorosamente con un “Caro confratello”, e da quel momento mi onorò della sua amicizia.

Raccogliendo la mia richiesta di poter svolgere volontariato mi presentò alla direttrice del centro di ascolto e consulenza “Barone Ussani d’Escobar” presso cui ho avuto la possibilità di rendermi utile al prossimo, la baronessa Giulia Ussani d’Escobar dama dell’Ordine, un altro esempio di carità attiva e della quale conservo un bel ricordo come anche l’amicizia.

Fu un periodo ricco di incontri ed attività,  tant’è che fui mediatore del suo primo incontro con l’appena nominato Patrono dell’Ordine di Malta il Cardinale Raymond Leo Burke, che avvenne nella residenza romana di Sua Eminenza il 29 novembre 2014 (anche segnalato sul giornale dell’Ordine) ed egli ne fu molto riconoscente con questo messaggio ”Egregio Professore, grazie di cuore per avere facilitato il mio incontro con S.Em.za il Card. Burke, sabato mattina u.s.; grazie anche per le foto fatte e per il commento scritto. Molto cordialmente,  Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto. Gran Priore di Roma del S.M.O. di Malta.”

Mi complimentai con lui per la sua conferma come Gran Priore di Roma avvenuta durante il Capitolo Gran Priorale del 12 Febbraio 2015, così ancor di più quando fu eletto prima Luogotenente e poi Gran Maestro dell’Ordine di Malta. E non mancò di farmi arrivare il suo apprezzamento per il mio libro “Da Burgio all’Isonzo. Cento anni di Gloria 1915-2015” e così in altre occasioni ebbi l’onore di averlo vicino sia nei momenti di gioia come il mio matrimonio, che di impegno come la mia elezione a Balivo dell’Ordine Teutonico in Sicilia con questo messaggio “Caro Confratello, grazie per il suo gentile messaggio; mi congratulo con lei per la prestigiosa nomina ricevuta e le auguro di cuore pieno successo nel suo importante ufficio. Cordialmente. Fra’ Giacomo Dalla Torre”, che di dolore per la perdita di mio padre, ed anche per i semplici auguri nell’occasione delle festività. Ricordo infine il suo gradimento per alcuni prodotti tipici siciliani che gli feci arrivare che mi confidò gli ricordavano il nonno catanese appartenente alla famiglia Pulvirenti.

Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto era nato a Roma il 9 dicembre 1944. Si era laureato in Lettere e Filosofia all’Università La Sapienza di Roma, specializzandosi in Archeologia Cristiana e Storia dell’Arte. Ha ricoperto incarichi accademici nella Pontificia Università Urbaniana, insegnando greco classico. Nel corso degli anni ha pubblicato saggi accademici e articoli su aspetti della storia dell’arte medievale.

Ammesso nel Sovrano Ordine di Malta nel 1985 come Cavaliere d’Onore e Devozione, Fra’ Giacomo Dalla Torre del Tempio di Sanguinetto ha emesso i voti solenni nel 1993. Dal 1994 al 1999 è stato Gran Priore di Lombardia e Venezia e dal 1999 al 2004 è stato membro del Sovrano Consiglio. Al Capitolo Generale del 2004 è stato eletto Gran Commendatore. Alla morte del 78° Gran Maestro, Fra’ Andrew Bertie nel febbraio del 2008, ha assunto la carica di Luogotenente Interinale. Dal 2008 al 2017 Fra’ Giacomo Dalla Torre ha ricoperto l’incarico di Gran Priore di Roma. Alle dimissioni del 79° Gran Maestro, Fra’ Matthew Festing, il Consiglio Compito di Stato del 29 aprile 2017 lo ha eletto Luogotenente di Gran Maestro per un anno. Nel successivo Consiglio Compito di Stato del 2 maggio 2018 è stato eletto 80° Principe e Gran Maestro del Sovrano Ordine di Malta.

Fra’ Giacomo si è sempre personalmente impegnato nell’assistere i bisognosi, servendo i pasti ai senzatetto nelle stazioni ferroviarie di Termini e Tiburtina a Roma. Ha partecipato a numerosissimi pellegrinaggi internazionali dell’Ordine di Malta a Lourdes e ai pellegrinaggi nazionali a Loreto e ad Assisi. Grande gioia dimostrava nel partecipare ai Campi estivi internazionali dell’Ordine per giovani disabili nei quali grande affetto riceveva dai giovani volontari e ospiti. Nella sua carica di Gran Maestro, Fra’ Giacomo Dalla Torre ha intrapreso numerosi viaggi ufficiali e di Stato. Nel corso di queste visite, era sempre suo desiderio quello di poter visitare le strutture medico-sociali dell’Ordine di Malta per poter salutare personalmente sia lo staff che i pazienti.

Purtroppo l’Ordine di Malta perde il suo primo servitore il Principe e Gran Maestro, gli assistiti dell’Ordine il loro sostegno ed aiuto, i cavalieri, le dame, i decorati e i volontari un punto di riferimento morale e spirituale, io un esempio di cavalleresche virtù ed una personalità che mi dimostrò sempre la sua benevola amicizia che ricorderò nelle mie preghiere perché nostro Signore Dio gli conceda di godere della Vita Eterna e della sua Gloria.

Antonino Sala

 

Fate una donazione per aiutare chi ci aiuta. Raccolta fondi per la Sicilia sostenuta dall’Ordine Teutonico di Sicilia.

Stemma Baliato di Sicilia Ordine Teutonico

Ai Familiari Teutonici
Ai candidati del Baliato
Agli amici, estimatori e simpatizzanti dell’Ordine Teutonico
E a tutte le persone di buona volontà

Carissimi,
il tempo che stiamo vivendo, costretti dal cosiddetto “Coronavirus” a rivedere le nostre abitudini e a trepidare per la salute dei nostri cari, dei contagiati che soffrono e di coloro che sono esposti per ragioni di servizio come medici, farmacisti, infermieri e forze dell’ordine al pericolo, ci impone comunque di avere maggiore fede nella Misericordia di Dio e allo stesso tempo di non abbatterci all’impotenza ma anzi di fornire l’aiuto possibile, secondo le capacità di ognuno.
Pertanto, facendo mie le parole di sostegno che il nostro Gran Maestro, S.E. P. Frank Bayard, ci ha ulteriormente indirizzato, di “guardare con maggiore attenzione nelle vicinanze dove c’è bisogno di aiuto”, vi segnalo che la Regione Siciliana ha attivato un conto corrente per chi volesse contribuire fattivamente alla lotta contro il Covid-19.
Ritengo doveroso invitarvi caldamente a fare una donazione per aiutare concretamente quanti combattono e/o soffrono, ed io stesso lo farò per primo subito.
A raccogliere i fondi sarà la Protezione civile regionale, che li destinerà all’acquisto di dispositivi di protezione individuali, presidi ospedalieri e attrezzature per reparti di terapia intensiva. E’ un dovere morale in questo momento contribuire come meglio si può con una donazione liberale al seguente Iban del conto dedicato: IT65X0100003245515200006188, intestato a Pr.R.Sicilia S.Att.0.630-639-20, con causale: donazione emergenza Coronavirus.
Vi prego inoltre di inviarmi la ricevuta del vostro versamento, per redigere un resoconto di quanto abbiamo contribuito come Baliato, così da inviarlo al Gran Maestro sia per l’opportuna conoscenza che per pubblicarne nomi e cifra, se autorizzati da voi stessi, per renderne notizia.
Il nostro motto è da sempre “Aiutare e Curare”, oggi è arrivato, purtroppo, uno di quei momenti in cui è necessario oltre che doveroso per chi porta la Croce di Cristo, di dare concretezza al suo impegno come Cristiano e come appartenente ad un Ordine Ospitaliero e Militante come quello nostro. Serve il sacrificio di tutti con le opere e la preghiera per vincere anche questa tremenda battaglia.
Infine unendomi anche io, come spero voi, alle preghiere del Gran Maestro vi saluto confraternamente.
“Per intercessione di Nostra Signora della Casa Teutonica e dei Patroni dell’Ordine Sant’Elisabetta e San Giorgio, possa il Signore accompagnare tutti noi con la Sua benedizione e la Sua grazia, proteggerci e condurci nel tempo a venire sani e salvi.”
Oremus pro invicem.

In Cordibus Jesu et Mariae
Prof. Antonino Sala FamOT
Balivo di Santa Maria degli Alemanni – Sicilia

Messaggio del Gran Maestro dell’Ordine Teutonico per i confratelli Italiani

P. Frank Bayard OT

P. Frank Bayard OT

Messaggio di vicinanza del Gran Maestro dell’Ordine Teutonico P. Frank Bayard ai confratelli italiani per quello che stanno vivendo in questo momento difficile dovuto all’emergenza sanitaria per il cosiddetto “Corona Virus”. Lo ringrazio per il pensiero fraterno, ma sopratutto per le sue per le preghiere.

Ordine Teutonico. Lettera ai Vescovi di Sicilia per la Santa Eucarestia in tempo di Coronavirus. Non Praevalebunt!

Oggi ho inviato alla Conferenza Episcopale Siciliana la lettera che trovate qui di seguito per chiedere che i vescovi autorizzino i nostri sacerdoti a dare la Santa Eucarestia a coloro che ne facessero richiesta, in condizione di sicurezza come è giusto che sia, perché è l’unica e vera cura dell’anima prima che del corpo. Vi invito tutti, cari amici, alla preghiera per la salvezza dell’umanità.

“Non praevalebunt.”

Stemma Baliato di Sicilia Ordine Teutonico

Ordo Fratrum Domus Hospitalis

Sanctae Mariae Teutonicorum in Jerusalem

(Ordo Teutonicus)

Ordine Teutonico – Baliato Sanctae Mariae Teutonicorum

Eccellenze reverendissime,
in questo tempo difficile in cui ci troviamo a combattere contro un nemico invisibile ed insidioso come è il cosiddetto Coronavirus, tenendo presente quanto sancito per decreto dal Governo Italiano sulle misure di prevenzione, dopo avere preso visione di quanto la Conferenza Episcopale ha disposto per ecclesiastici e laici fino al 3 aprile, ho ritenuto di scriverVi per chiederVi di permettere con una Vostra nota ufficiale a quanti volessero avvicinarsi alla Santa Eucarestia di poterlo fare in Chiesa, con tutte le dovute cautele consigliate dal Ministero della Salute.
Lodevolmente lo hanno già fatto l’arcidiocesi di Catania e le diocesi di Acireale e di Caltagirone che hanno emanato disposizioni comuni sull’emergenza Coronavirus, nelle quali al punto 4 scrivono “quando la chiesa è aperta, se un singolo fedele chiede la santa Comunione può riceverla, purché si osservino le norme liturgiche e quelle sanitarie”, la stessa procedura sarebbe possibile ovunque.
Oggi più che mai abbiamo bisogno come fedeli di rivolgerci a Cristo, di ricevere il Pane della Vita, di avere il Suo conforto come unica cura e via di salvezza prima dell’anima che del corpo.
Pertanto a Voi mi rivolgo, eccellentissimi Padri, perché tranquillamente permettiate ai sacerdoti di compiere il ministero per cui sono stati consacrati e a noi fedeli di ricevere il Corpo e il Sangue di Nostro Signore Gesù Cristo.

“L’Eucaristia, il dono più grande che sazia l’anima e il corpo. Incontrare e accogliere in noi Gesù, “pane di vita”, dà significato e speranza al cammino spesso tortuoso della vita. Discorso pronunciato da Sua Santità Papa Francesco durante l’Angelus in Piazza San Pietro, 02/08/2015”

Oremus pro invicem.

Palermo 11.03.2020

In Cordibus Jesu et Mariae
Prof. Antonino Sala FamOT
Balivo di Santa Maria degli Alemanni

Libia: uno scenario terribile per l’Italia e l’Europa

Nella foto il mio prozio Giuseppe Sala, fratello di mio nonno paterno, già effettivo al 5° Reggimento Bersaglieri - 4^ Compagnia, risulta deceduto, il 23 ottobre 1911, in seguito a ferite riportate in combattimento, in territorio Libico. Nel 1955-1958 tutte le Salme sepolte nei vari Sepolcreti Militari della Libia vennero raccolte nel grande Sacrario Militare di Tripoli. Nel giugno 1972, su richiesta del Governo Libico, il Sacrario di Tripoli dovette essere dismesso e tutte le Spoglie furono traslate nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, dove presumibilmente riposa tra gli “Ignoti”.

Il mio prozio Giuseppe Sala, fratello di mio nonno , già effettivo al 5° Reggimento Bersaglieri – 4^ Compagnia, risulta deceduto, il 23 ottobre 1911, in seguito a ferite riportate in combattimento, in territorio Libico. Nel 1955-1958 tutte le Salme sepolte nei vari Sepolcreti Militari della Libia vennero raccolte nel grande Sacrario Militare di Tripoli. Nel giugno 1972, su richiesta del Governo Libico, il Sacrario di Tripoli dovette essere dismesso e tutte le Spoglie furono traslate nel Sacrario Militare dei Caduti d’Oltremare di Bari, dove presumibilmente riposa tra gli “Ignoti”.

“La Libia può apparire lontana nella mappa ma per noi è un luogo importante. È stata una parte importante dell’Impero Ottomano. Abbiamo profonde relazioni storiche e sociali con la Libia. In quel Paese abbiamo fratelli che non accettano il golpista Haftar. Haftar vuole eliminarli e compiere una pulizia etnica degli eredi dell’Impero ottomano.”
Questo quanto ha detto il presidente turco Recep Tayyip Erdogan sulla guerra in Libia, che, a 108 anni della guerra Italo Turca, nota anche come guerra di Libia, impresa di Libia o campagna di Libia, combattuta dal Regno d’Italia contro l’Impero ottomano tra il 29 settembre 1911 e il 18 ottobre 1912, per liberare le regioni nordafricane della Tripolitania e della Cirenaica ed il Mediterraneo dalla presenza turca, non può non fare impressione. L’impresa costò all’Italia 3431 morti (1948 per malattia e 1432 in combattimento) e 4220 feriti, a quello turco 14000 morti e 5370 feriti, con una mobilitazione italiana di 34000 uomini contro 28000 nemici.
Storicamente la presenza turca è stata fonte di instabilità e conflitti con l’Europa Cristiana, vorrei ricordare le guerre bizantino-ottomane che portarono alla distruzione dell’Impero Romano d’Oriente (cristiano) con la caduta nel 1453 di Costantinopoli e l’ascesa dell’impero ottomano (musulmano); la Battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 tra le flotte musulmane dell’Impero ottomano e quelle cristiane (federate sotto le insegne pontificie) della Lega Santa; l’assedio di Vienna del 1529; la Battaglia di Vienna dell’11 e 12 settembre 1683, che pose fine a due mesi di assedio posto dall’esercito turco alla città, combattuta dall’esercito polacco-austro-tedesco comandato dal re polacco Giovanni III Sobieski contro l’esercito dell’Impero ottomano comandato dal Gran Visir Merzifonlu Kara Mustafa Pasha, evento decisivo della guerra austro-turca (1683-1699); le Guerre ottomano-ungheresi protrattesi dal 1396 al 1526 e culminate nel assedio di Belgrado durato dal 4 al 22 luglio 1456 e conclusosi con la sconfitta del sultano ottomano Maometto II ad opera del condottiero ungherese János Hunyadi e del religioso italiano dell’Ordine dei Frati Minori Osservanti l’abruzzese Giovanni da Capestrano proclamato santo dalla Chiesa cattolica nel 1690; le continue guerre tra la Repubblica di Venezia e l’Impero Ottomano; la guerra dei Cent’anni croata tra il 1493 ed il 1593, che nel 1519 Papa Leone X fece definire la Croazia l’Antemurale Christianitatis (“baluardo della cristianità”); la guerra tra l’Impero bulgaro e quello ottomano che si concluse nel 1393, anno in cui i turchi conquistarono la città di Tărnovo, capitale del secondo impero bulgaro, dopo un assedio di tre mesi che costrinse i bulgari sotto il giogo turco fino al 1878 anno della loro definitiva indipendenza; la guerra d’indipendenza Greca tra il 1821 ed il 1832; la guerra di indipendenza rumena che vide il Regno di Romania schierato a fianco della Russia per conquistare la propria indipendenza dall’Impero turco; la Guerra turco-montenegrina (1852-1853) tra il Principato del Montenegro e il califfato.
Sarebbe molto lungo l’elenco delle battaglie combattute dagli stati europei contro l’Impero ottomano per la propria sopravvivenza e la propria identità, fatto sta che adesso ci ritroviamo i loro epigoni moderni ancora una volta di fronte alle nostre coste, con non meno tracotanza del passato e con un capo che non si è fatto scrupoli ad intervenire nel conflitto siriano inviando uomini e mezzi, e adesso si dice pronto a entrare nel conflitto libico spostando truppe da quello scacchiere a questo. Il Guardian infatti scrive che già 300 uomini hanno abbandonato la Siria il 24 dicembre, seguito da altri 350 il 29 dicembre. Altri 1.350 uomini, aggiunge il quotidiano, sono entrati in Turchia il 5 gennaio. Alcuni sono stati schierati subito in Libia, altri proseguono l’addestramento, anche se Erdogan si è affrettato ad affermare di aver inviato in Libia soltanto alcune decine di consulenti militari.
Queste truppe, alle quali è anche stata promessa la cittadinanza turca, dovrebbero andare a formare la divisione “Omar al-Mukhtar”, un nome che a noi italiani dovrebbe suonare, infatti è quello dell’imam e guerrigliero libico che guidò la resistenza contro di noi negli anni venti del novecento.
L’incapacità dei governi europei a trovare una piattaforma comune sulla quale intervenire, anche militarmente, sta gettando le premesse per una stabile presenza delle truppe di Erdogan in Libia, che significherà anche un ribaltamento degli attuali assetti economici legati all’estrazione del petrolio, da cui dipende principalmente l’Italia, vista la presenza dell’Eni sul territorio libico.
Purtroppo il conflitto politico su diversi fronti in atto tra Francia ed Italia, alimentato dal posizionamento a sostegno di due contendenti diversi, la debolezza politica delle istituzione comunitarie europee, l’irresponsabilità unita ad una inadeguatezza della classe politica in generale nazionale e non, la perdita di credibilità del progetto europeo sta offrendo alla Turchia la possibilità su un piatto d’argento di posizionarsi stabilmente nella regione con notevole pregiudizio per gli interessi italiani e francesi, ma direi anche europei.
La sicurezza dell’Europa dipende dalla stabilità del Nord Africa, da lì passano petrolio, armi, migranti e quant’altro possiamo immaginare senza un controllo efficace da parte delle attuali autorità costituite.
Francia e Italia, ed anche l’intera Unione Europea, avrebbero l’obbligo di stabilire una comune strategia di pacificazione della Libia, mettendo da parte le loro piccole beghe, cercando di tenere lontana la pesante ingerenza della Turchia, richiamando gli Stati Uniti a svolgere con la Nato il proprio ruolo di guida politica e militare.
Ritengo inoltre che non possiamo immaginare di rimanere protagonisti nel Mediterraneo senza essere pronti a inviare truppe e mezzi, non è più il tempo questo delle chiacchiere.
Inutili si sono rivelati i tentativi di stabilire tregue ancorché fittizie, con improbabili conferenze di pace, da cui a turno i due contendenti libici, Haftar sostenuto da Egitto, Emirati Arabi, Russia, Arabia saudita e Francia e Sarraj appoggiato da Qatar, Turchia e a parole dall’Italia, si sfilano senza firmare alcunché.
Se l’azione di Roma è chiaramente in affanno, quella di Parigi è stata ridimensionata dal ruolo svolto dalla Russia di Putin, che dopo il decisivo intervento in Siria ora sposta le proprie forze in Libia.
Il conflitto armato continua senza sosta e l’unico risultato che si otterrà, se non si interviene tempestivamente, sarà quello di far diventare la Libia, una colonia russa e/o turca nella migliore delle ipotesi o nella peggiore l’avamposto per una destabilizzazione di tutta l’area geografica mediterranea ed europea.

Antonino Sala

Craxi 10 anni dopo il convegno di Palermo del 13 febbraio 2010

In questi giorni in cui si ricorda la figura dell’On. Presidente Bettino Craxi mi piace ricordare che il 13 febbraio del 2010 nell’aula consiliare del Comune di Palermo (Sala delle Lapidi) di palazzo delle Aquile, come Alleanza Etica insieme a Fondazione Thule Cultura, Confimpreseitalia, Italiani nel mondo, ass. culturale Amici Adivenire, Area srl, MAQ, abbiamo organizzato un momento di dibattito sulla sua figura con gli interventi di suo figlio On. Bobo, del prof. Tommaso Romano dell’On. Prof. Nino Buttitta, dell’On. Alberto Campagna,dell Dott. Guido D’Amico, dell’On. Aristide Gunnella, del Dott. Ignazio Parrinello, dell’On. Pierluigi Polverani, del dott. Elio Sanfilippo, della Dott.ssa Cettina Bonomolo, dell’avv. Tommaso Scanio, del Dott. Tommaso Dragotto, presieduto dal dott. Damiano Li Vecchi, coordinava i lavori il dott. Agostino Portanova. Fu un convegno di alto livello nel quale a dieci anni dalla sua tragica scomparsa fu ricordato lo statista, il politico e l’uomo che aveva segnato anni importanti della vita dell’Italia repubblicana. Oggi come allora io che come Tommaso Romano non sono mai stato né socialista né craxiano, ritengo che ci siano aspetti del socialismo di Craxi, ancora da studiare ed approfondire per coglierne ancora la spinta innovatrice e riformista.

Incontro a Vienna tra i Balivi, i Commendatori e gli Assistenti Spirituali con il Gran Maestro dell’Ordine Teutonico

A novembre presso la sede centrale dell’Ordine Teutonico in via Singerstrasse a Vienna si sono ritrovati tutti i Balivi, i Commendatori e gli assistenti spirituali convocati dal Gran Maestro S. E. P. Frank Bayard, provenienti da tutte le sedi tra cui quelli di Germania, Austria e Italia.

E’ stato un momento di approfondimento su alcune tematiche, anche di alto valore spirituale, su cui ci si è ampiamente confrontati nel segno della fraterna collaborazione tra tutte le istituzioni dell’Ordine.

Per l’Italia erano presenti i Balivi: Mario Mancini del Baliato ad Tiberim,  Werner Wallnofer del Baliato dell’Alto Adige e della Montagna e Antonino Sala di quello di Santa Maria degli Alemanni Sicilia; i Commendatori Franco Canova della Commenta sul Brenta, il rev. don Giorgio Longo assistente spirituale della Commenda sul Brenta, e Clodomiro Tavani della Commenda di Santa Venera al Pozzo di Acireale (Sicilia).

Un altro momento spiritualmente pregnante è stata la solenne celebrazione eucaristica officiata dal Gran Maestro P. Frank Bayard presso la Chiesa dei Cappuccini di Vienna, in suffragio di tutti i confratelli deceduti e la susseguente preghiera all’interno della sottostante cripta imperiale della Casa D’Asburgo, dove sono sepolti alcuni dei Gran Maestri dell’Ordine Teutonico insieme agli Imperatori d’Austria Ungheria, a cui hanno preso parte i Familiari teutonici in abito ed insegne.

E’ stato inoltre l’occasione straordinaria di poter pregare sulla tomba del Beato Padre Marco d’Aviano, il salvatore di Vienna, che nel 1683 contribuì a liberare la capitale austriaca sotto assedio, fermando l’avanzata dell’esercito ottomano verso l’Europa occidentale.

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Durante il soggiorno viennese non sono mancati i momenti conviviali tra i partecipanti che hanno rinsaldato i rapporti tra i vari baliati del mondo.

Ringraziamo il nostro Gran Maestro P. Frank Bayard per questa bella opportunità che ci ha permesso di apprezzare ancora di più il valore dell’appartenenza ad uno dei più antichi e prestigiosi ordini della Cristianità.

Infine a Vienna ho portato al Gran Maestro dell’Ordine Teutonico, l’Abate Mitrato P. Frank Bayard, in occasione della riunione dei Balivi e dei Commendatori, un presente personale opera della ceramista di Burgio la mia amica Rita Manzullo (La gioiosa ceramiche), che lui ha molto gradito principalmente per l’alto valore simbolico e perché frutto di passione, lavoro, tradizione e innovazione. Un ricordo della Sicilia e di Burgio entra così nella grande casa dell’Ordine Teutonico, tra i più antichi della Cristianità.

 

 

Ordine Teutonico Baliato di Santa Maria degli Alemanni Sicilia: incontro con S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante 74° vescovo di Cefalù.

Stemma Baliato di Sicilia Ordine TeutonicoIl 18 settembre 2019 presso l’episcopio di Cefalù una delegazione dell’Ordine Teutonico Baliato di Santa Maria degli Alemanni Sicilia è stata ricevuta in udienza da S.E.R. Mons. Giuseppe Marciante 74° vescovo di Cefalù, al quale sono state presentate le iniziative spirituali, culturali ed assistenziali dell’Ordine in Sicilia. Erano presenti oltre al Balivo Antonino Sala, l’assistente spirituale del Baliato Mons. Gaetano Tulipano, il consigliere don Giuseppe Iozzia, il cancelliere Giovanni Condello. Nell’occasione è stata donata a Sua Eccellenza Marciante una copia del libro di Antonino Sala “L’Ordine Teutonico in Sicilia 1197 2019” edito dalla Fondazione Thule Cultura”.

Stemma episcopale di S.E. Rev. Mons. Giuseppe Marciante, 74° vescovo di Cefalù.

Stemma episcopale di S.E. Rev. Mons. Giuseppe Marciante, 74° vescovo di Cefalù.

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Da destra a sinistra: Antonino Sala, mons. Gaetano Tulipano, Giovanni Condello. Presso l’episcopio di Cefalù il 18 settembre 2019.

Congratulazioni per il volume “L’Ordine Teutonico in Sicilia 1197 2019” dal Gran Magistero dell’Ordine Teutonico per Antonino Sala

Pubblico il gradito messaggio che mi è arrivato dal Gran Magistero dell’Ordine Teutonico, di cui sono Balivo di Sicilia, per il mio ultimo libro “L’Ordine Teutonico in Sicilia 1197 2019” edito dalla Fondazione Thule Cultura.

Egregio dott. Sala,

Sua Eccellenza (il Gran Maestro S.E. l’Abbate Mitrato P. Frank Bayard), ha con gioia ricevuto il testo che gli ha inviato, La ringrazia per le gentili parole e si congratula per la pubblicazione di un libro di grande importanza anche per l’intero Baliato. L’iniziativa di dedicare il Suo tempo alla ricerca sulla presenza dell’Ordine Teutonico in Sicilia e di riassumere in quest’opera i risultati delle Sue ricerche è certamente lodevole e il Gran Maestro è certo che l’Ordine non potrà che trarne beneficio. Con l’augurio di molto successo, La saluto cordialmente

Florian Weber

Persönlicher Referent und Zeremoniär des Hochmeisters