Presentazione di “Memorie di personaggi e famiglie storiche di Burgio” di Raimondo Lentini e Antonino Sala. Burgio 28 aprile alle 17.30 sala convegni “Melissa Ann Riggio” (ex Casello Ferroviario)

locandina-presentazione-(1)Cari amici ho il piacere di invitarvi alla presentazione del volume “Memorie di personaggi e famiglie storiche di Burgio” scritto da Raimondo Lentini e da me pubblicato dalla Fondazione Thule Cultura di Palermo, che si terrà a Burgio il 28 aprile alle 17.30 presso la sala convegni “Melissa Ann Riggio” (ex Casello Ferroviario).

 

Lettera dal Gran Maestro dell’Ordine Teutonico S.E. l’abate mitrato Bruno Platter

Ringrazio il Gran Maestro dell’Ordine Teutonico, di cui mi onoro di essere Familiare, S.E. l’abate mitrato Bruno Platter delle parole di apprezzamento che ha espresso nei miei confronti con questa lettera dopo aver visto le mie recenti pubblicazioni. E’ una grande soddisfazione ma anche un ulteriore auspicio ad andare avanti nell’approfondimento, nello studio e nella ricerca storica e nell’impegno a sostegno della fede in Cristo.

Antonino Sala

Un cambiamento inarrestabile: il governo Lega e 5stelle.

Per chi ancora non lo avesse capito il cambiamento è, dal 4 marzo, inarrestabile. E’ infatti caduto il sistema di potere che vedeva consolidato in Parlamento una maggioranza PD e pezzi più o meno ampi di Forza Italia che li aveva visti sostenere ben 4 governi dal 16 novembre 2011, giorno del giuramento di quello presieduto da Monti, a quello di Letta, poi di Renzi ed infine di Gentiloni dimessosi lo scorso 24 marzo 2018 dopo la elezioni dei presidenti delle camere. Sono emerse nella tornata elettorale del 4 marzo 2018 due forze che, una a sinistra e l’altra a destra, hanno sancito la volontà di cambiamento dei rispettivi elettorati: il Movimento 5Stelle e la Lega di Matteo Salvini. È ormai sotto gli occhi di tutti che il movimento 5Stelle ha assorbito atteggiamenti, proposte ed infine elettorato riconducibili alla sinistra di un tempo, uso questo termine per semplicità di esposizione anche se so che ai puristi pentastellati del “né di destra né di sinistra ma andiamo oltre” farà storcere il naso, ma così è. Infatti la proposta di redistribuzione della ricchezza attraverso il reddito di cittadinanza non è altro che una “novella riforma agraria del terzo millennio”, che nel 1950 divenne legge sotto la spinta del movimento contadino che nel sud ed in Sicilia occupava e chiedeva terra, ed oggi, per impulso dei nuovi proletari, in larga parte giovani laureati e disoccupati, è l’erogazione di un salario minimo per tutti, come per la terra di allora, appena sufficiente per sopravivere. Il nemico di questa classe è divenuto il sistema dei privilegi dei potentati nostrani ed europei, che in questo inizio di millennio sono convinti che li abbia portati alla grave crisi finanziaria del 2008. Anche le candidature proposte al corpo elettorale pentastellato, in larga misura provenienti da ambienti “democratici”, sono figlie di questa idea di occupazione dello spazio politico di sinistra, che il PD ex Pc, PdS, Ds aveva da tempo abbandonato, addirittura esultando perchè finalmente gli “gli straccioni di Valmy” avevano una Banca, parole di Piero Fassino nel 2005, così sancendo di fatto il loro ingresso nei salotti dell’alta finanza che conta, lasciando più che la terra ai contadini, i contadini alla terra, anche se ormai in possesso di un titolo di studio qualificato. Si era creato un nuovo tipo umano che si faceva ceto dominante: il radical scic snob in doppio petto, che con la puzza sotto il naso, spiegava quanto fosse giusto e bello pagare le tasse, all’Italia e all’Europa, perché si mantenessero i loro privilegi ed i loro incarichi governativi, che erano stati ottenuti con il sangue dei numerosi sindacalisti uccisi nel dopoguerra come Palcido Rizzotto e Salvatore Carnevale, senza però voler avere più addosso l’olezzo del duro lavoro manuale ma una fresca fragranza francese tipica del banchiere consumato: e per questo sono stati scaricati dai loro elettori in vantaggio del Movimento 5stelle che garantiva l’antica carica rivoluzionaria e proletaria. A destra di è prodotto uno scenario parallelo e convergente, il dato elettorale complessivo è rimasto pressoché immutato nel totale dei numeri, il 37%, rispetto alle lezioni precedenti, testimoniando che in Italia c’è un blocco di centrodestra che comunque esiste, resiste e si manifesta quando la proposta si fa credibile e realizzabile, che si è orientato sulla Lega di Matteo Salvini in maggioranza, lasciando al palo le altre forze della coalizione, che seppur determinanti per il risultato finale, sul piano politico ormai sono state surclassate dalla vitalità dell’azione di Salvini, che è riuscito ad imporre temi, tempi ed i nomi per la presidenza delle camere sia a Berlusconi che a Di Maio, costretti tutti e due a cambiare cavallo per l’elezione delle più alte cariche dello Stato. La Lega, oramai rappresenta la locomotiva del centrodestra, corre più degli altri, li trascina e ha alla guida un bravo macchinista che sa quando accelerare e quando frenare. Salvini ha parlato ai ceti produttivi, ha mobilitato quelli proletari di destra al grido “Prima gli Italiani”, ed entusiasmato nel segreto dell’urna quelli intellettuali, che vorrebbero un Italia autarchica, laboriosa, geniale, un po’ trumpiana ed un po’ putiniana, un misto di interventismo statale in economia e di decisionismo maschio in politica estera, sia nei confronti degli avversari dell’Italia che dei suoi alleati, senza sudditanze ne riverenze, persino un po’ ruvida, ma molto efficace e consapevole della propria identità culturale e spirituale: in questo il giuramento di Salvini sul Vangelo negli ultimi giorni della campagna elettorale dice molto. Non sappiamo quali saranno le future evoluzioni di un centrodestra a guida leghista, ma intuiamo una cosa: anche qui l’elettorato ha decisamente detto di voler cambiare, non volendosi affidare più alle mirabolanti, quanto tradite affermazioni berlusconiane, e volendo rimanere ancorato al sistema di valori che esso comunque ha rappresentato, ha scelto una leadership giovane e determinata, nata e cresciuta nello stesso alveo tradizionale incentrato su famiglia, pane e lavoro.

Adesso però serve sia ai 5stelle che a Salvini un atto di coraggio e al contempo di responsabilità: fare un governo insieme incarnando quel cambiamento che da destra e da sinistra gli è stato richiesto. Senza indugi, magari saltando la ritualità di incarichi per la formazione di un governo che non sortiranno ne dall’una e ne dall’altra parte effetti concreti, i due leader dovrebbero presentarsi da Mattarella con un nome terzo, autorevole e gradito a tutti e due e dare vita ad un governo con due vice presidenti: Matteo Salvini ministro degli Interni e Luigi Di Maio Ministro degli Esteri, con un programma chiaro e snello ed attuabile nell’arco di una legislatura.

Solo così, per dare corpo ad un’idea di qualche anno fa di Beppe Grillo, mutuata però da Pino Rauti segretario dell’MSI come altre prese pari pari dal pensiero di Giacinto Auriti che lui frequentò spesso, si può “andare oltre”, per il bene dell’Italia. Il rischio sarebbe quello di rimanere a sonnecchiare sulle baionette di un consenso ampio, radicato e radicale che alla fine si rivolterebbe contro di loro stessi.

Antonino Sala

 

Auguri a Ciro Miceli nuovo vice coordinatore regionale per la Sicilia del Movimento Monarchici

Tanti sinceri auguri all’amico Ciro Miceli per la recente nomina di vice coordinatore regionale per la Sicilia del Movimento Monarchici di Mauro Mazzoni. Agronomo affermato ed imprenditore agricolo di successo, Ciro Miceli originario di Burgio, continua la tradizione monarchica locale, sempre presente nel paese dell’agrigentino sin dal dopoguerra con Giuseppe Cumbo il presidente della locale sezione del Partito Nazionale Monarchico come riportato in Memorie di personaggi e famiglie storiche di Burgio,  Lentini – Sala, Fondazione Thule cultura, 2018.

La mia analisi del voto. Cultura, idee e progetti alternati per ripartire. Stefano Parisi e Matteo Salvini leader di un centrodestra rinnovato.

Le elezioni nazionali del 4 marzo appena concluse hanno certificato l’affermazione del Movimento 5 Stelle come forza di massa in grado di assorbire un elettorato progressista, contestatario, disilluso e post ideologico, che prima si identificava per la maggior parte nella sinistra, dal Pd a Rifondazione Comunista, e la crescita notevole della Lega di Salvini che riesce a colmare i vuoti lasciati aperti dei suoi alleati, i quali o si affidano ad un leader che seppur combattivo, e di questo gliene va dato atto, è apparso stanco, o a ricette e simboli ormai poco rappresentativi della realtà italiana che quindi raccolgono poco, principalmente per l’assenza di una proposta autentica di governo. Un altro dato fondamentale è che la Sicilia è stata la terra dove il movimento di Grillo ha raccolto un grande risultato a quattro mesi dalla sconfitta subita per la Presidenza della Regione, raggiungendo punte del 51%, stracciando sia il centro destra che il Pd. Questo fatto dovrebbe aprire una seria riflessione su ciò che è successo: intanto sulla qualità delle candidature nei collegi uninominali, che non mi pare abbiano entusiasmato molto i siciliani tant’è che si sono persi tutti, poi su quelle nei listini bloccati dei singoli partiti in parecchi casi poco rappresentative, ed infine, forse la questione più importante, l’azione del governo regionale stesso, che nonostante qualche lampo, sembra sia rimasto nell’ombra della ordinaria amministrazione, non entrando mai veramente in campo per dare battaglia. Questi tre aspetti hanno comportato che non si raggiungesse la soglia nazionale del 40% di coalizione, che avrebbe permesso al centrodestra di essere in grado di formare un governo senza dover chiedere niente a nessuno e senza consegnare l’Italia a Pd e 5stelle. Infatti è notorio che chi vince in Lombardia e Sicilia ottiene un numero di seggi sufficienti a comporre una maggioranza parlamentare. Credo che sia molto rilevante il fatto che in tutto il Sud i 5 Stelle trionfano con un’idea di società, di scuola, di università, di lavoro, che anche se da me non condivisa pur sempre è un’idea, cosa di cui il centrodestra è deficitario, infatti per esempio la questione meridionale nel suo programma è assente, manca una cultura di riferimento autentica ed alternativa che sappia far sognare e che interpreti la voglia di cambiamento e di identità che emerge da questa tornata elettorale. Ma nonostante tutto il miracolo c’è stato perché lo schieramento moderato è passato dal 29,1 del 2013 con 9.922.850 voti al 37% con 12.147.611 con un incremento di ben 2.224.761 voti. Per lo più attirati dalla Lega di Salvini per i suoi accenti identitari, che è riuscita ad interpretare un sentimento di rivolta contro le élite di Bruxelles, tanto invise ai cittadini, proponendo un’idea di sovranità popolare autarchica. Importante è stata l’affermazione nel Lazio di Stefano Parisi con il 31,2% e 964.418 voti con uno scarto da Zingaretti di appena 1,7% il quale si è avvantaggiato del fuoco amico di Pirozzi che ha raggiunto un modesto 4,9% sufficiente però a far vincere la sinistra laziale. Ma Stefano Parisi, che è partito in netto ritardo per le lungaggini decisionali dei leader del centrodestra e con circa 20 punti percentuali in meno nei sondaggi, ha colmato sia un gap di notorietà dovuto all’ingresso in campagna elettorale già in par condicio sia un vuoto programmatico evidente, portando idee e progetti innovativi, come quelli sui termovalorizzatori a Colleferro, che gli hanno consentito di recuperare il divario tra lui e Zingaretti. Inoltre quelli che pensavano di fare il pieno come la Meloni si sono fermati ad un 8,7% raggranellando 3 seggi a differenza della Lega che ha raggiunto il 10% pieno raccogliendo 4 seggi dimostrandosi ancora una volta forza popolare presente anche nel centro sud. La stessa cosa è avvenuta in Sicilia, Fratelli d’Italia ha integrato nelle proprie liste “diventerà bellissima” il movimento del presidente Nello Musumeci, che alle regionali di novembre aveva raggiunto il 5,96% ed ora, al netto dei voti della Lega, avrebbe almeno dovuto raggiungere un 9%, invece è arrivata malamente al 3,6%, a differenza della Lega di Salvini, in Sicilia guidata da Alessandro Pagano, che dallo 0,2% del 2013 passa al 5,18 % di oggi eleggendo due deputati alla Camera, Pagano stesso e Carmelo Lo Monte, e una senatrice, Giulia Bongiorno. Rilevo inoltre che Forza Italia ha ottenuto la stessa percentuale di cinque anni fa il 21,1% tenendo bene all’ondata grillina. Adesso aspettando cosa accadrà a Roma, bisogna cominciare a costruire una nuova proposta culturale e politica alternativa al modello neo marxista e libertario dei 5stelle, ripartendo dai due leader che si sono distinti in questa tornata elettorale: Stefano Parisi e Matteo Salvini, due che possono rappresentare ed interpretare il nuovo centrodestra italiano.

Antonino Sala

Ci ha lasciati un amico: Giuseppe Ciulla

Esprimo tutto il mio sincero cordoglio per la scomparsa dell’amico Giuseppe Ciulla avvenuta domenica 4 marzo 2018. Giuseppe era stato uno dei fondatori del Partito Tradizional Popolari, oggi iTradizionalpopolari. Aveva partecipato attivamente ad Agrigento alla vita politica ed era stato assessore provinciale della giunta D’Orsi. Si distingueva per le sue doti umane, per la disponibilità verso gli altri e per il garbo con il quale sapeva porgere qualsiasi questione. Fu insignito a Villafranca Sicula della Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilia. Con lui ho condiviso tante battaglie politiche in favore della Tradizione e dell’Identità. Con Lui e Lillo Pisano in piazza San Pietro a Roma nel 2013 abbiamo vissuto anche l’elezione di Papa Francesco. Non lo dimenticherò. Alla moglie, ai figli e a tutta la sua famiglia vanno le mie più sentite condoglianze.

Con l’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme per difendere la libertà dei Cristiani di Terra Santa

Con il Cardinale O' BrienHo appreso con grande amarezza, dal comunicato durissimo di S.E. Edwin Cardinale O’Brien Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemmedella chiusura di tutte le porte della Basilica del Santo Sepolcro per protesta contro la “sistematica campagna contro le chiese e le comunità cristiane in Terra Santa della Municipalità di Gerusalemme”. Ritengo giusta la presa di posizione di S.E. Edwin Cardinale O’Brien, volta a difendere il diritto ad esistere in libertà della comunità cristiana di Terra Sanata alla quale anche io sono legato spiritualmente. Pertanto la mia piena solidarietà va a coloro i quali stanno lottando per difendere la Cristianità di Gerusalemme e a tutti i cristiani residenti li, che purtroppo sono sempre di meno.

Antonino Sala

Di seguito la dichiarazione del Gran Maestro dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme.

Cari Cavalieri e Dame, Confratelli e Consorelle dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro.

Gli eventi degli ultimi giorni a Gerusalemme sono preoccupanti e meritano una attenzione speciale da parte dell’Ordine.

Con una insolita e disperata iniziativa per mantenere viva la presenza cristiana nella Terra Santa, i capi delle chiese cristiane hanno deciso di chiudere le porte della Basilica del Santo Sepolcro per protestare contro la “sistematica campagna contro le chiese e la comunità cristiana in Terra Santa” della Municipalità di Gerusalemme.

Violando trattati internazionali e secoli di prassi, tutte le proprietà cristiane, ad eccezione dei soli edifici di culto, vengono tassate per decine di miliardi di dollari. Questa misura comprende centinaia di strutture, incluse scuole, ospedali, case per gli indigenti, presidi sanitari e centri di pellegrinaggio cristiani, come il Notre Dame Center a Gerusalemme. Molti beni di chiese sono stati bloccati, molte multe sono state minacciate, e centinaia di migliaia di dollari sottratti alle chiese cristiane in un tentativo di ridurre sensibilmente la libertà di pratica della religione cristiana.
Si tratta di atti discriminatori senza precedenti contro i cristiani.

Sollecito tutti i membri delle nostre Luogotenenze ad offrire preghiere alla luce di questa ennesima prova di discriminazione contro i cristiani. E in un momento in cui i Governi dei Paesi occidentali tendono a mostrare un riguardo speciale nei confronti di Gerusalemme, i membri potrebbero portare queste azioni discriminatorie anticristiane all’attenzione dei propri governanti.


Edwin Cardinale O’Brien
Gran Maestro
dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme


(26 febbraio 2018)

Attenti al pericolo giallo rosso: un governo PD+LeU+5stelle.



Credo che il vero pericolo per gli italiani non sia, come qualcuno sostiene nel tentativo di raggranellare qualche voto in più, un governo Forza Italia + PD, ma al contrario un governo di presunta emergenza democratica rivoluzionario sostenuto da una maggioranza PD+LeU+5stelle,  che ci porterebbe rapidamente verso una situazione venezuelana: crisi economica gravissima, soffocamento delle libertà individuali magari con la modifica della Costituzione, proteste di piazza e repressione feroce.  Non capisco quindi il motivo per cui i leader di questo centrodestra, invece di arrovellarsi su chi in un domani ipotetico dovrebbe essere il presidente del consiglio, non denuncino unitariamente agli italiani questo concreto pericolo che farebbe precipitare il nostro popolo in un baratro senza fine.

Antonino Sala

Scegliamo Stefano Parisi per la presidenza della Regione Lazio

Con ParisiCari amici laziali, vi invito a votare come presidente della Regione Lazio, un uomo capace, libero e coraggioso, che risponde al nome di Stefano Parisi sostenuto da tutta la colazione di centrodestra. Stefano Parisi è un manager affermato ed una persona seria che ho avuto modo di conoscere ed apprezzare  personalmente in più occasioni e credo che possa essere un buon presidente per della regione, pertanto vi rinnovo il mio appello perchè possiate accordargli il 4 marzo 2018 la vostra fiducia.

Da romano di nascita penso che Roma ed il Lazio meritino molto di più di un centrosinistra lacerato ed inconcludente o peggio di un movimento pentastellato scarso di idee e competenze.

Antonino Sala

Memorie di personaggi e famiglie storiche di Burgio. Il nuovo volume sulla storia di Burgio scritto da Raimondo Lentini e Antonino Sala

Cari amici, ho il piacere di annunciarvi che finalmente è uscito il volume edito dalla Fondazione Thule Cultura del prof. Tommaso Romano, a cui ci siamo dedicati Raimondo Lentini ed io sulla storia di Burgio (Ag) dal titolo “Memorie di personaggi e famiglie storiche di Burgio” con la prefazione dello storico dott. Antonino Marrone e la postfazione del presidente Istituto Araldico Genealogico Italiano dott. Pier Felice Degli Uberti. Il libro ha ricevuto anche l’alto patrocinio di Famiglie Storiche d’Italia e per questo ringraziamo il presidente duca Don Diego De Vargas Machuca.

Presto organizzeremo la presentazione nella cui occasione sarà possibile acquistarlo, intanto qui trovate sia la copertina che due brevi note sul testo.

“Il volume, frutto della collaborazione di Raimondo Lentini e di Antonino Sala, costituisce un punto fermo e imprescindibile della storiografia della città di Burgio per la certosina, attenta e puntuale ricerca che ha portato gli autori a compilare una esaustiva elencazione sia di coloro i quali, nati o vissuti a Burgio, hanno dato lustro alla cittadina e talora all’intera Nazione per le loro qualità umane, artistiche e  professionali, sia di coloro che nel corso dei secoli hanno ricoperto un ruolo attivo come amministratori, religiosi o militari o nelle associazioni locali.” Antonino Marrone

“Le “Memorie di personaggi e Famiglie storiche di Burgio” sono una interessante pubblicazione di Raimondo Lentini e Antonino Sala, che costituiscono un punto di riferimento fondamentale per la storiografia del comune di Burgio, in provincia di Agrigento, un microcosmo dove vivono attualmente poco più di 2600 persone…. Gli autori seguendo anche il modello degli studi di scienze documentarie della storia, come la genealogia, l’araldica, il diritto nobiliare, sapientemente hanno fatto rivivere le tante vicende di vita di quei personaggi, facendo comprendere ai lettori la trama di un racconto tangibile rintracciabile nei numerosissimi documenti degli archivi pubblici e privati, e nella grande quantità di pubblicazioni di argomento storico, religioso, artistico, municipale e araldico. Leggendo la biografia di questi personaggi indicati in ordine alfabetico come in un dizionario, si rivivono le loro qualità umane, artistiche e professionali, riscoprendo l’identità di coloro che hanno ricoperto un ruolo attivo come amministratori, religiosi, militari, o personaggi chiave nelle associazioni locali, azioni che, se continuate per generazioni, rappresentano l’essenza di quanto noi chiamiamo famiglie storiche, particelle di un microcosmo che nel suo insieme ha reso grande la Sicilia e l’Italia.” Pier Felice degli Uberti