Al via la IV edizione del Premio “La Campana di Burgio” 2016 sabato 27 agosto al Castello di Burgio alle ore 21

Il premio “La Campana di Burgio” IV edizione 2016 in programma il 27 Agosto prossimo al Castello Normanno alle ore 21, sarà assegnato all’apprezzato artista, già docente di scultura dell’Accademia di Belle Arti di Palermo, Salvatore Rizzuti autore di numerose opere importanti. Il Premio Speciale per la Cultura invece andrà all’attore di livello nazionale Gaetano Aronica da poco diventato Presidente della Fondazione Luigi  Pirandello Valle dei Templi. Nelle varie sezioni saranno consegnati riconoscimenti ad alcune importanti personalità che si sono distinte nella letteratura siciliana ed italiana, nella ricerca storica e nelle arti figurative che sono: gli storici Francesco Emanuele Muscolino di Belforte e Pino Mortillaro; il direttore dell’Accademia di Belle Arti di Palermo Mario Zito; gli scrittori Licia Cardillo, Nicola Bono, Benedetto Sortino, Gugliemo Peralta, Alberto Maira, Accursio Soldano, Lorella Barrauto; lo studioso del pensiero cattolico padre Gerlando Lentini; i promotori culturali: Katia Barrauto, Ludovico Gippetto, Lillo Pumilia; l’artista delle ceramiche Carmelo Giallo; i ricercatori Mimmo Macaluso e Bernardo Agrò; i giornalisti Giuseppe Pantano, Michele Termine, Filippo Cardinale; gli sportivi: Gabriele Zarbo Campione del Mondo di Judo e Martina Puleo Campionessa Regionale di ginnastica artistica.Inoltre saranno assegnati i diplomi di merito a tre studenti di Burgio che si sono distinti recentemente negli esami di maturità ottenendo il massimo punteggio: Maria Bacino e Marika Spinella, Giusy Davilla. Ai neo diplomati:, Salvatore Carusotto, Vincenzo Polizzi, Alessandro Bellomo, Claudia Muratore e Sonia Amato. Infine riceveranno una menzione gli alunni dell’istituto comprensivo A.G. Roncalli di Burgio: Alice Fisco, Debora Colletti, Ivana Bacino, Irene Profeta,  Giusy Bilella e Gaspare Miceli.

“T11948178_10207034139239373_1143233232_nradizione, Arte e Cultura, dicono il Sindaco Vito Ferrantelli e il direttore del Premio Antonino Sala, sono essenziali per la crescita umana della nostra comunità. Con questo premio continuiamo ad incoraggiare le migliori intelligenze della Sicilia lanciando così un segnale di apertura, speranza e riscatto.  Questi autorevoli scrittori ed artisti ci rendono orgogliosi di essere siciliani perché proprio grazie al loro benemerito impegno che la cultura della nostra terra si arricchisce sempre di più divenendo un vero e proprio faro di civiltà”.

 

 

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Croce al Merito per la Riconquista: gli insigniti del 2016

Ha avuto successo il primo raduno estivo di cavalieri, dame, nobil uomini e decorati, il 24 agosto 2016, organizzato a Villafranca Sicula dalla Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie, con l’Alto Patrocinio della Delegazione Sicilia Occidentale del Sacro Miliatare Ordine Costantiniano di San Giorgio, della Nobile Accademia del Colle San Nicolò di Lettere, Scienze, Arti e Laboriosità Prof. Vito Sala e di Aristocrazia Europea e con la partecipazione di una delegazione dell’Ordine Equestre del Santo Sepolcro composta dai Commendatori Matinella e Dulcimascolo. Nel contesto dell’incontro è stata celebrata la Santa Messa Solenne nella Chiesa Madre del centro agrigentino  in suffragio del Re Cattolico Martino I celebrata da Don Davide Trizzino, al termine della celebrazione sono stati consegnati dal Governatore Tommaso Romano e dal Gran Cancelliere Antonino Sala gli attestati della Croce al Merito per la Riconquista  ad alcune personalità che, come recita la motivazione nel diploma, si sono distinte per “meriti nella difesa della Fede e della Tradizione Cristiana, dei valori della vita, della famiglia tradizionale e del diritto naturale e verso la Compagnia stessa”.  

Ecco l’elenco degli insigniti:

Don Davide Trizzino – Arciprete

Pino Luigi Trafficanti – medico

Gaetano Cottone – imprenditore

Nicola Pecoraro – commercialista

Francesco Matinella – medico veterinario

Vito Dileonardi – docente

Calogero Bacino Petrusa – imprenditore

Francesco Petrusa – medico

Pietro Medici – avvocato

Giorgio Mirabella – agronomo

Antonino Pipia – bancario direttore di filiale

Rosario Sortino – bancario direttore di filiale

Gaetano Bruccoleri – farmacista

Calogero Pisano – imprenditore

Giuseppe Ciulla – commercialista

Alessio Spitaleri (in memoriam) – dottore in legge

Lucia Sala – docente.

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Villafranca Sicula: I primo raduno estivo di cavalieri, dame, nobil uomini e decorati e consegna della Croce al Merito per la Riconquista

La Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie, con l’Alto Patrocinio della Nobile Accademia del Colle San Nicolò di Lettere, Scienze, Arti e Laboriosità Prof. Vito Sala e di Aristocrazia Europea – Delegazione Sicilia e Italia Meridionale, ha organizzato a Villafranca Sicula, il feudo già dei Principi Alliata oggi predicato di un ramo del loro nobile casato, il primo raduno estivo di cavalieri, dame, nobil uomini e decorati, il 24 agosto 2016. Nel contesto dell’incontro sarà celebrata la Santa Messa Solenne nella Chiesa Madre alle ore 18 in suffragio del Re Martino I d’Aragona, detto anche Martino il Giovane, che fu Re di Sicilia dal 1392 al 1409, figlio primogenito del re di Aragona, di Valencia, di Maiorca, di Sardegna e di Corsica e conte di Barcellona e delle altre contee catalane Martino I il Vecchio (1356-1410). Nell’occasione sarà ricordata la sua figura di sovrano cattolico e di ultimo Re di Sicilia prima della lunga fase dei viceré, 300 anni, durante la quale l’isola perse la sua sovranità che riacquisirà solo nel 1713 con Vittorio Amedeo di Savoia. Croce di BronzoAl termine della celebrazione saranno consegnati dal Governatore Tommaso Romano e dal Gran Cancelliere Antonino Sala gli attestati della Croce al Merito per la Riconquista della Real Compagnia. Questa è una distinzione onorifica di benemerenza istituita da R. C. T. M. nel 1980 per essere conferita a Personalità e Confratelli della Compagnia che manifestino particolari meriti nella difesa della Fede e della Tradizione Cristiana, nella difesa dei valori della vita, della famiglia tradizionale e del diritto naturale o che abbiano compiuto atti meritori verso la Compagnia e le sue iniziative benefiche ed assistenziali. Fu posta sotto la protezione di San Massimiliano Kolbe, l’eroico fondatore della Milizia dell’Immacolata, facendo proprie, per l’intitolazione e gli scopi, le parole del Santo: “Svegliarci e metterci all’opera di Riconquista delle posizioni perdute”. Nell’attestato di Merito si specificava chiaramente – a scanso di equivoci e tuttavia tenendo ben presenti i valori cavallereschi e aristocratici imperituri – che la “Croce non costituisce titolo nobiliare né cavalleresco e la Croce è rilasciata ai sensi dello Statuto del R.C.T.M., art. 20-24 (registrato a Palermo n. 17.469, Repert. N. 46.165, raccolta 11.468)”. Attualmente la Croce di Merito per la Riconquista, posta sotto la protezione di San Massimiliano Kolbe e della Beata Maria Cristina di Savoia, viene attribuita dalla Real Compagnia con il patrocinio degli enti prima menzionati. E’ intenzione degli organizzatori di ripetere il raduno ogni anno ricordando di volta in volta figure ed episodi significativi della storia e della Tradizione siciliana anche in altri centri.

Nella stessa occasione sarà presentato l’ultimo libro di Antonino Sala “Dal Colle San Nicolò. Riflessioni di un Cavaliere di Cristo in diaspora” Avalon Editore.

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“Dal Colle San Nicolò – Riflessioni di un Cavaliere di Cristo in diaspora”: l’ultimo libro di Antonino Sala

Cari amici tra qualche giorno sarà disponibile il mio ultimo libro dal titolo

“ Dal Colle San Nicolò”

Riflessioni di un Cavaliere di Cristo in diaspora

di cui ho già anticipato uno dei capitoli “Alcuni Esempi di buona battaglia”. Chiunque fosse interessato al volume può prenotarlo direttamente a me anche tramite la mia email ninorex@hotmail.com. Ecco la copertina.

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Incontro con don Gerlando Lentini: un esempio di uomo e di sacerdote fedele a Cristo e alla Tradizione

Oggi 9 agosto 2016 ho incontrato nella sua residenza lo studioso cattolico Don Gerlando Lentini (qui accanto in foto) grazie a suo nipote e mio amico lo storico Raimondo Lentini, e posso dire di avere conosciuto un esempio di uomo e di sacerdote fedele a Cristo e alla Tradizione, grande in umiltà e sapienza. Don Gerlando è uno autore importante con più di 70 pubblicazioni al suo attivo ed è l’anima e l’editore del giornale “La Via” che da cinquantanni offre ai suoi tanti lettori affezionati un punto di riferimento cattolico serio ed intransigente.

Ecco alcuni dei suoi libri più importanti:

La bugia risorgimentale. Il Risorgimento italiano dalla parte degli sconfitti

Cattolici in politica da protagonisti. Storia e personaggi - Lentini Gerlando Cattolici in politica da protagonisti. Storia e personaggi
Itinerari ideali e letterari del '900 - Lentini Gerlando Itinerari ideali e letterari del ’900

Islàm. Il problema politico-religioso del terzo millennio.

Pio XI, l’Italia e Mussolini.

E tanti altri che vi esorto a leggere.

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Il crepuscolo dell’Europa: Croce e Vangelo in soffitta.

La preghiera comune nelle chiese tra cattolici e musulmani di domenica 30 luglio 2016, tanto pompata dai media e dalle gerarchie vaticane, si è rilevata una grande bufala vista la esigua presenza da parte islamica, infatti hanno partecipato solo in 23 mila, se secondo me invece sono molti di meno, a fronte di due milioni di figli di Maometto presenti sul suolo italiano, un misero 1,15% del totale. Una cifra quanto meno ridicola, per non dire imbarazzante per coloro che l’hanno spacciata per un nuovo inizio nelle relazioni tra islam e Cristianesimo se aggiungiamo pure che in grande parte essa è fatta di gente che ha lasciato la fede cristiana per convertirsi all’Islam. Ma se questo non bastasse ecco che su Il Giornale spuntano gli imam del “dialogo” che così argomentano quanto accaduto “ho visto i video dei nostri fratelli che sono andati in chiesa per la messa – tuona l’imam di Lecce Saifeddine Maaroufi – se ne stanno lì in silenzio, non pregano, non cantano, sono in evidente imbarazzo. Ditemi, allora: che senso ha avuto tutto questo? Perché dobbiamo sottostare a queste richieste che arrivano dall’esterno?”. Continua Saifeddine Maaroufi “per noi i luoghi di culto sono importanti, sono luoghi sacri, per l’Occidente laico potrà sembrare qualcosa che ha a che fare con il folclore ma il Corano afferma ‘a voi la vostra religione, a me la mia’.”

Accanto a lui il portavoce della Grande Moschea di Roma che ha preso le distanze dall’iniziativa temendo un’eccessiva spettacolarizzazione per la stampa, e Ibrahim Gabriele Iungo, fedele e studioso del Corano che scrive su Facebook “sebbene la maggior parte dei nostri concittadini cristiani abbia accolto, compreso e fatto proprie le ormai innumerevoli attestazioni di solidarietà delle comunità islamiche – ad altri ciò non basta e non basterà finché non sarà la stessa tradizione islamica ad essere inquisitoriamente messa in discussione, secondo criteri che loro stessi si propongono di imporre. L’estremismo integralista e quello assimilazionista si nutrono reciprocamente”.

Tutto questo testimonia come dall’Islam autentico è stata mal digerita e quasi totalmente rifiutata questa cerimonia new age di “condivisione” in chiesa, che non saprei nemmeno definire alla luce delle rispettive tradizioni religiose, quella cattolica e quella islamica, che nonostante si tenti di farle passare sincretisticamente come uguagliabili dalle gerarchie ecclesiastiche così con sono, anche perché significherebbe equiparare Gesù Cristo a Maometto, cosa che per noi cristiani è impossibile e incommensurabilmente errata, visto che il Primo è vero Dio nella unità della Trinità e l’altro con tutto il rispetto solo un uomo nato alla Mecca forse nel 570 d. C..

L’Occidente e le alte gerarchie della Chiesa Cattolica ancora una volta, persino a breve distanza dalla tragica fine di un prete il 26 luglio 2016, padre Hamel, il primo martire cristiano in terra d’Europa, sgozzato come un agnello sacrificale mentre celebrava messa a Rouen in Francia dalla mano omicida di un islamico, dimenticano che non siamo noi ad essere in guerra contro di loro ma è il contrario, è lo stato islamico che addestra e istrada giovani disperati sulla via della morte e del suicidio. Ha affermato recentemente Sua Beatitudine Ignace Youssif III Younan, Patriarca di Antiochia dei siri,  “con tutto il rispetto per il Santo Padre, non è corretto quello che lui dice. C’è sempre stata gente più ricca degli altri. Qui stiamo subendo l’odio da parte di una religione”,  “voi (in occidente, ndr) state facendo delle elucubrazioni teoriche, a sangue freddo, quando noi dobbiamo subire ogni giorno, in ogni momento, i pericoli del terrorismo islamico. Un vescovo ammazzato, dieci preti ammazzati” si dice d’accordo pure nel parlare di genocidio a danno delle comunità cristiane locali: “genocidio non significa solo annientare una comunità, ma anche sradicarla impedendole di tornare dove essa è sempre stata”.

Serviranno a qualcosa queste celebrazioni ecumeniche e sincretistiche a cui in pochissimi credono di fronte al pericolo del terrorismo islamico che in questa torrida estate ha colpito senza pietà un’inerme e devirilizzato occidente? Ne dubito fortissimamente, magari faranno allontanare qualche cattolico che ha preferito rimanere in casa domenica piuttosto che andare in chiesa a vedere tradita la propria fede. A chi giova mettere in soffitta Croce e Vangelo mi chiedo?

Ci si dimentica con troppa facilità che “una volta, come ebbe a dire Giovanni Paolo II ad Agrigento il 9 maggio del 1993 difronte ad un grande Crocifisso e all’icona della Madonna della Consolazione di Burgio, il giudizio di Dio verrà”, anche per gli ecclesiastici oltre che per i laici.

In tutto questo fervore, fatto di accoglienza, reciprocità, condivisione, miscredenza e omologazione, rilevo che in Germania a Colonia la comunità turca ha organizzato una manifestazione pro Erdogan dall’eloquente tema: «Sì alla democrazia, no al golpe». Hanno partecipato in circa trentamila e gli organizzatori avevano chiesto persino di poter fare un collegamento in diretta video con il presidente Erdogan, visto che l’assembramento era in suo sostegno, subito negato dalla Corte costituzionale federale tedesca.

Il divieto, riferito dall’agenzia statale turca Anadolu, è stato così commentato su Twitter dal ministro degli Esteri di Ankara, Mevlut Cavusoglu “preoccupato per le notizie dall’Europa contro la libertà di espressione e di associazione. Una decisione del genere non può avere alcuna spiegazione”.

Viene quasi da ridere a sentir parlare di libertà da esponenti di un regime assolutista come quello che in questi giorni proprio in Turchia sta operando epurazioni di ogni genere, se non fosse la questione molto seria: cioè quella di una preoccupante mobilitazione di massa, come questa di Colonia, sul suolo europeo messa in opera da un etnia straniera e storicamente avversa alla nostra civiltà, protagonista nella storia dell’assedio di Vienna del 1529 e delle battaglie  di Lepanto del 1571 e quella di Vienna del 1683 in cui l’Europa fu ad una passo dal cadere sotto le grinfie sanguinarie dell’impero turco ottomano. Concludo con questo efficace commento del direttore Enrico Mentana che con ironia fotografa la realtà di casa nostra “Finalmente, 15 giorni dopo l’inizio della repressione in Turchia, in una città europea si manifesta. Decine e decine di migliaia di persone arrestate, licenziate, sospese, private dei diritti civili nelle file delle forze armate, dell’università, dell’insegnamento in generale, della sanità, della magistratura, della pubblica amministrazione, del clero, del giornalismo, senza neanche uno straccio di legame col fallito golpe, che ha dato a Erdogan il pretesto per fare piazza pulita di tutti i suoi oppositori. E infine, dopo due lunghe settimane di silenzio oggi qualcuno finalmente ha organizzato una manifestazione. C’è solo un piccolo particolare: quel grande raduno, a Colonia, non è di protesta ma di appoggio a Erdogan. Guten nacht, Europa”.

Sperando che la notte sia breve…

Antonino Sala

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Anticipazione prossimo volume di Antonino Sala

Cari amici ho il piacere di anticiparvi uno dei capitoli del mio prossimo libro:

“ Dal Colle San Nicolò”

Riflessioni di un Cavaliere di Cristo in diaspora

Alcuni Esempi di buona battaglia

In un tempo di decadenza spirituale come quello che stiamo vivendo spesso si ha la sensazione di essere soli contro tutti e tutto a combattere una battaglia che si ritiene giusta e al contempo difficile da vincere. Tuttavia si continua nella lotta, e pure quando  sembra prevalere l’ipocrisia e la fellonia di quelli che il giorno prima erano schierati baldanzosamente al fianco e spessissimo alla coda di quelli che sembravano governare il mondo da destra,  il giorno dopo invece passano senza battere ciglio nel campo avverso a sinistra con quella nonchalance tipica dei parvenu che tentano da un lato di accreditarsi come uomini liberi e di “cultura” e dall’altro di sbarcare il lunario perché “tengono famiglia”. Ci si accorge, alzando lo sguardo, che nonostante tutto non si è soli, anzi ci si trova in buona compagnia, potendo registrare una miriade di Ordini, associazioni, siti internet, personalità singole, sacerdoti, scrittori, giornalisti, blog, giornali e case editrici autonome che quotidianamente mettono a disposizione il proprio talento e tempo e quelle risorse di cui dispongono per contrastare il degrado morale, culturale, sociale, politico ed economico in cui versa il nostro povero e derelitto occidente. Per questo ritengo che vadano  segnalati in questo libro quegli esempi positivi di impegno serio e concreto di uomini che mi piace definire “mai domi” sia per dare loro il giusto riconoscimento, per non sentirsi soli e per rafforzare la convinzione che comunque alla fine le forze del male “Non Praevalebunt”.

Iniziamo questa carrellata con i confratelli del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio guidato nel mondo dal Gran Maestro Principe don Pietro di Borbone Due Sicilie e in campo italiano dal Duca don Diego de Vargas Machuca, vicee presidente il Principe don Pietro Lanza di Scalea, cancelliere per l’Italia il Barone di Denny Alessandro Pompili e in Sicilia occidentale dal nobile cavaliere Salvatore Bordonali di Pirato, in quella orientale dal nobile cavaliere Ferdinando Testoni Blasco di Sciacca; quelli dell’Ordine Teutonico di cui è commendatore di Santa Maria degli Alemanni Pino Zingale, cancelliere Francesco Paolo Tronca e assistente spirituale S. E. Mons. Michele Pennisi arcivescovo di Monreale  e vicario mons. Gaetano Tulipano sotto la Gran Maestranza di Sua Eccellenza Reverendissima l’abate generale Dr. Bruno Platter; quelli della Real Compagnia della Beata Maria Cristina di Savoia Regina delle Due Sicilie fondata da Don Andrea Di Paola, Umberto Balistreri, Maria Patrizzia Allotta, Alessandra D’Aguanno, Franco D’Appolito, Giuseppe Navarra, Michele Pivetti, Vito Mauro, Elide Triolo, oltre che da Tommaso Romano e dal sottoscritto, che rappresentano la plastica testimonianza che c’è chi è disposto a spendersi per una buona causa, impegnandosi sia in opere caritative che in quelle formative senza derogare al proprio essere cavalieri di Cristo in questo tempo di decadenza. Vanno evidenziate tutte le attività del Sovrano Militare Ordine di Malta ed in particolar modo quelle condotte con abnegazione dal Gran Priorato di Roma guidato da S.E. il Balì Frà Giacomo della Torre del Tempio di Sanguinetto, autentico cavaliere cristiano, con il supporto fondamentale del bravo cancelliere il Marchese Andrea Nannerini Cavaliere di Grazia e Devozione in Obbedienza, ma anche l’Ordine al Merito Melitense. Ma anche l’impegno di tutti i volontari del Centro di ascolto e consulenza “Barone Gabriele Ussani d’Escobar” di Roma diretto dall’avvocato Giulia Ussani. La pregevole iniziativa del Barone Roberto Jonghi Lavarini, promotore di Aristocrazia Europea. Importante risulta anche il sostegno alla Chiesa Cattolica e principalmente a quella di Catania, dove detengono la bella chiesa di Sant’Anna fatta restaurare a proprie spese, dei Cavalieri dell’Ordine del Collare di Sant’Agata dei Paternò con a capo il Principe Francesco Paternò Castello d’Emmanuel e Carcaci collaborato efficacemente dal Governatore Marcello Cocuccio di Blangiardi. Esempio di operosità al servizio della buona battaglia sono: il Conte Enzo Modulo Morosini che con le sue molteplici attività culturali ed editoriali vitalizza un ambiente legato alla tradizione nel Veneto e in nord Italia;  l’associazione Giovani e Tradizione con padre Vincenzo Nuara e l’Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum; l’apostolato del coraggioso e impavido sacerdote don Andrea Di Paola, di Don Savino Tamanza e di Don Giuseppe Di Giovanni; le fraternità Sacerdotali di San Pietro e di San Pio X; l’Istituto di Studi Storici Beato Pio IX del conte prof. Fernando Crociani Baglioni; la Consulta dei Senatori del Regno presieduta dal prof. Aldo Mola e segretario Gianni Stefano Cuttica  e l’Istituto Nazionale per la Guardia d’Onore alle Reali Tombe del Pantheon presieduto dal Capitano di Vascello Ugo D’Atri e rappresentato nella provincia di Palermo dall’amico cavaliere Francesco D’Appolito. I siti internet: Riscossa Cristiana, su cui scrive l’autorevole Piero Vassallo diretto da Paolo Deotto; Corrispondenza Romana del prof. Roberto De Mattei una voce sicuramente fuori dal coro; lo Straniero di Antonio Socci con il suo punto di vista critico sul mondo eterogeneo dei cattolici, specialmente su quelli autodefinitesi “maturi”, misericordiosi sempre però a corrente alternata; il Notiziario Araldico sempre preciso e puntuale su tematiche storico genealogiche, cavalleresche ed araldiche in genere, Ripost del giornalista Enzo Minio. Lo studioso di diritto nobiliare il Marchese prof. Emilio Petrini Mansi della Fontanazza, lo Studio Araldico Genealogico Guelfi Camaiani, gli storici: Raimondo Lentini, Franz Riccobono e il Marchese Guglielmo Bonanno Di San Lorenzo. Vanno inoltre menzionati dal punto di vista associativo per quanto hanno prodotto negli anni in termini di studio e approfondimento: l’I.C.O.C. (Commissione Internazionale permanente per lo studio degli Ordini cavallereschi) di cui è presidente il Barone Pier Felice degli Uberti e lo Iagi (Istituto Araldico Genealogico Italiano); la S.I.S.A (Società Italiana di Studi Araldici) del Duca Generale Alberico Lo Faso di Serradifalco, l’associazione Vivant per la valorizzazione delle tradizioni storico nobiliari; gli Guelfi Camaiani Filippo Marotta Rizzo animatore del Premio “Filippo Reale” di Adrano. Gli organizzatori della “Marcia per la Vita” con in primis Virginia Coda Nunziante e tutto il popolo, inascoltato pure da chi quantomeno per abito dovrebbe farlo, del Family Day.

Lodevoli risultano: l’azione parlamentare in difesa delle tradizioni agricole regionali dell’eurodeputato siciliano Salvo Pogliese; quella amministrativa di Vito Ferrantelli sindaco di Burgio nella valorizzazione della storia e dell’identità della sua comunità attraverso anche la risoperta della tradizione delle campane e delle ceramiche e di Paolo Francesco Martorana sindaco di Ficarazzi per l’attenzione dimostrata ai temi culturali e sociali della sua città; Luigi Mulè Cascio degno erede dell’arte campanaria trasmessagli da suo nonno don Mario Virgadamo e dell’omonima fonderia; l’impegno meridionalista della senatrice Adriana Poliborton; la coerenza dell’on. Silvano Moffa; l’operato coraggioso di Giorgia Meloni e Matteo Salvini; l’ardimento di Guido Crosetto; l’attenzione ai temi tradizionalisti dell’on. Paolo Grimoldi segretario della Lega Nord lombarda; l’on. prof. Luca Romagnoli anima politica della Fiamma Tricolore di cui per tanti anni è stato segretario nazionale coadiuvato in Sicilia dall’avvocato Francesco Condorelli Caff; l’on. Marianna Caronia con cui abbiamo condotto la battaglia difficile per la sindacatura di Palermo insieme agli amici del Partito Tradizional Popolare di cui ricordo alcuni protagonisti di quella stagione difficile tra cui Damiano Li Vecchi, Vito Mauro, Nino Migliore e Luigi Sanfilippo; gli esponenti della destra siciliana già deputati al Parlamento Guido Lo Porto, Enzo Trantino, Mimmo Nania, Nicola Bono, Antonio Battaglia, Beppe Buongiorno, Livio Marrocco, Michele Rallo, Filiberto Scalone, Fabio Granata, Giovanni Marino, Nino Macaluso, Salvino Caputo, Bartolomeo Sammartino dell’Accademia Nazionale della Politica, Nello Musumeci e Gino Ioppolo oggi sindaco di Caltagirone insieme Beppe Bica sindaco di Custonaci, Filippo Cangemi, Fabrizio Fonte, Domenico Campisi, Roberto Incardona, Ruggero Razza, e i compianti Enzo Fragalà, Guido Virzì, Giustino Blandi, Giuseppe e Marzio Tricoli, Dino Grammatico, Ciccio Virga, Angelo Nicosia, Lorenzo Purpari, Ettore Maltese, Aristide Mettler, unitamente a quello che fu il presidente di Alleanza Nazionale Gianfranco Fini che comunque la si pensi, riuscì a portare al governo gli eredi del Movimento Sociale Italiano di Giorgio Almirante e di Arturo Michelini insieme a Silvio Berlusconi e Pierferdinando Casini, sconfingendo inaspettatamente “la gioiosa macchina da guerra” di Achille Occhetto, ultimo segretario del Partito Comunista Italiano (dal 1988) e primo segretario del Partito Democratico della Sinistra (fino al 1994) facendo così radicare nelle istituzioni sia locali che nazionali il cendrodestra italiano, anche se oggi questa pagina seppur gloriosa sembra essesre consegnata alla storia.

Ma pure, con tutte le difficoltà del caso, legate anche a incomprensibili ed incapacitanti dispute dinastiche su un Regno d’Italia che non esiste più da 70 anni, l’azione dell’U.M.I. (Unione Monarchica Italiana) di Alessandro Sacchi e di Alleanza Monarchica di Massimo Mallucci de Mulucci collaborato efficacemente da Mauro Mazzoni di Lucca.

Mi piace inoltre ricordare per la vicinanza solidale alle molteplici iniziative del Partito Tradizional Popolare oggi trsformatosi nel movimento di opinione “i Tradizionalpopolari”, peraltro ampiamente documentate anche nel volume a firma di Vito Mauro e mia “L’Identità Comunitaria – dal Partito Tradizional Popolare a I Tradizionalpopolari 2010-2014” edito dall’ISSPEE, gli amici: Allessandro Aricò; Ilenia Bandolo; Giovanni Bruno; Valentina Carmina; Giuseppe Catalano; Anna D’Alia; Giacomo D’Alessandro; Saverio Di Vincenti; Luigi Galietta; Salvatore Gandolfo; Sabrina Gianforte; Marzia La Piana; Enzo Li Mandri; Antonino Lo Piccolo; Vincenza Lo Porto; Sergio Marrone; Francesco Megna; Mariano Nania; Francesca Paola Palazzotto; Umberto Russo; Antonio Sarracco; Francesco Savarino; Gaetano Scaduto; Ettore Danilo Segreto; Marcello Serretta (il poeta dell’amore); Antonino Sortino; Riccardo Oneto di Sperlinga presidente dell’Antras; Franco Pasanisi; Gaetano Cottone; Nicola Pecoraro; Katia Maniscalco; Salvatore D’Anna; Antonino Baiamonte; Giuseppe Talluto presidente del Movimento d’Azione Sociale; Francesco Paolo Giannilivigni; Diego Torre; Maria Patrizia Allotta; Marcello Scurria; Adalpina Fabra Bignardelli; Lillo Pisano già consigliere comunale di Agrigento iscritto al PTP; Giuseppe Ciulla di Agrigento; Sebastiano Feudale; Giorgio Mirabella; Maria Caterina Romano; Vincenzo Arrigo; Rosa e Lucia Sala; Agata Salvaggio; Anna Maria Vittoria Sala; Antonella Bacino; Dino Virgadamo; Gilberto Ragona; Giovanni Di Stefano; Alessandra D’Aguanno; Ambrogio Massimo e Antonello Panzarella; Padre Giuseppe Coppola; Fabiola Mazzarella; il docente universitario e filosofo della politica Manlio Corselli; Giuseppe Miceli; lo storico insigne prof. Domenico Loiacono; Maurizio Stellino; Salvatore Patti; Dino Nicolosi; Pasquale e Giorgia Fontanetta dagli USA; i presidi Enza Caleca, Lucia Assunta Ievolella figlia del Maresciallo dell’Arma dei Carabinieri Vito martire ucciso dalla mafia, Antonio Martorana e Pier Luigi Aurea; Lillo Zagarrio; Franco Matinella vice sindaco di Burgio; i deputati Arturo Iannaccone e Tony Rizzotto; Pietro Vazzana; Cosimo Incandela; Agostino Portanova; Angelo Marino; Giovanni Puntarello; Elio Sanfilippo della Lega delle Cooperative; Ciro Spataro; Raffaele Loddo; Marcello Caruso; l’ex deputato regionale Salvatore Natoli storico esponente del sicilianismo, che il 27 novembre 1989 venne eletto dall’Aula Presidente della Regione Siciliana per appena una notte visto che si dimise poche ore dopo, constatando che non aveva i numeri per varare un esecutivo dotato di sufficiente forza e autonomia, che andammo a trovare con Tommaso Romano presso la sua residenza di Gioiosa Marea che prodigo di incoraggiamenti e condivisioni per la nostra opera; il presidente del Palermo Calcio Maurizio Zamparini fondatore, insieme a Ilario Di Giovanbattista, del Movimento per la Gente alla cui convention nazionale a Fiano Romano il 13 novembre 2011 intervenni pubblicamente come tradizionalpopolare; il giornalista antirisorgentale Ignazio Coppola; gli scrittori Elio Giunta e Vincenzo Fardella de Quernfort; gli intellettuali revisionisti dell’unificazione italiana Pino Aprile, Gennaro De Crescenzo, Pippo Scianò, Vinecnzo Gulì; i compianti studiosi Nino Aquila e Corrado Mirto; Pietro Di Marco; Egidio Ruvio del Movimento per la vita; Totò Di Salvo già sindaco di Villafranca Sicula; il compianto e a me molto caro Alessio Spitaleri; Giuseppe e Claudia Modica, Francesco Spoto, Gugliemo Miccichè, l’on. Mario Mauro, il senatore Roberto Formigoni, l’on. Presidente della Provincia Regionale di Palermo Francesco Musotto, il Presidente della Provincia Regionale di Agrigento Eugenio d’Orsi, il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana On. Francesco Cascio, il Ministro on. Saverio Romano, l’europarlamentare Antonello Antinoro, il deputato regionale Salvatore Cascio, il Presidente della Regione Siciliana Totò Cuffaro e i suoi fratelli Giuseppe e Silvio (attaulamente sindaco di Raffadali), il Patto per il Territorio di Piero Macedonio e del deputato nazionale Riccardo Gallo, Nino Iacono, l’on. Ministro Publio Fiori, on. Pasquale Viespoli, l’on. Roberto Menia, l’on. Bartolo Fazio.

Ed inoltre da tenere presente nel nostro composito mosaico: l’Ordine dell’Aquila Romana della famiglia Mussolini, l’Ordine Civico Mediceo di cui è Gran Maestro il Principe Don Ottaviano de’ Medici di Toscana di Ottajano, l’Assocastelli presieduta dal Barone Ivan Drogo Inglese e di cui è ambasciatore S.A.R. il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, Il Borghese, La destra, Croce Reale, Real circolo Francesco II di Borbone, Controrivoluzione di Pucci Cipriani, Tradizione Famiglia Proprietà di cui è esponente di punta Julio Loredo, Fede e Cultura Verona, ASCU (Accademia Siciliana di Cultura Umanistica) presieduta da Giuseppe Bagnasco e il Circolo culturale Giacomo Giardina, Tradizione di Pedrizzi, Una Vox, La Via di don Gerlando Lentini, gli studi dello storico Raimondo Lentini, il Centro Studi e Ricerche Francesco Grisi diretto da Pierfranco Bruni, il Sindacato Libero Scrittori Italiani presieduto dal prof. Francesco Mercadante, Alleanza Cattolica di cui è reggente nazionale Marco Invernizzi e di cui fa parte anche il prof. Alberto Maira, l’Alfiere di Edoardo Vitale, l’Empire International Club, la Confederazione Civiltà Cristiana presieduta dal prof. Corrado Gnerre e segretario il prof. Massimo Viglione, l’economista e lo storico della lira Giuseppe Schlitzer. Da non lasciare in archivio le riviste edite dal dopoguerra: Il Ghibellino di Salvatore Claudio Ruta Crevy, Traditio di Gianni Allegra, La Quercia di Pino Tosca, Adveniat Regnum di Fausto Belfiori, Il conciliatore, Ordo pacis di Attilio Mordini, Cultura di destra di Franz Maria D’Asaro, Una Vox, Revisione di Vittorio Vettori di Firenze, Centro studi mordiniani di Roma, Civilta’ Cristiana di Franco Antico, Lo Stato e l’Italia settimanale di Marcello Veneziani, la Rivolta del Popolo di Auriti, Spiritualita e Letteratura di Tommaso Romano autentico nobile cavaliere e studioso, Metpolitica di Silvano Panunzio, Italia Cristiana, gli intellettuali Gennaro Malgieri e Pietrangelo Buttafuoco ed il valente Magdi Cristiano Allam che per la sua conversione al Cristianesimo è stato condannato a morte da una parte dell’Islam. Ed infine le case editrici Thule, I.S.S.P.E., Controcorrente di Pietro Golia, Il Cerchio di Adolfo Morganti, Settimo Sigillo di Enzo Cipriano, Edizioni di Ar, Edizioni Mediterranee, Qanat, Solfanelli, Tabula Fati, Avalon, che tra mille impedimenti e incrostazioni del sistema editoriale italiano svolgono un opera essenziale di formazione e informazione.
Questo elenco solo per testimoniare che, nonostante tutto, ancora ci sono uomini liberi e pronti ad essere presenti, a dispetto di chi vorrebbe silenziare tutti in nome del pensiero unico, del relativismo etico e dell’assolutismo ecomonicistico elevato a sistema. Con le buone idee e con il loro impegno in difesa della Tradizione e dell’autentica Fede in Cristo Re questi amici e sodalizi lo dimostrano.

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S.A.R. il Principe Don Giacomo di Borbone Due Sicilie, Gran Prefetto dell’Ordine Costantiniano, è stato accolto nell’Ordine di Malta con il grado di Bali Gran Croce di Onore e Devozione

S.A.R. il Principe Don Giacomo di Borbone Due Sicilie, Gran Prefetto dell’Ordine Costantiniano, è stato accolto nell’Ordine di Malta con il grado di Bali Gran Croce di Onore e Devozione l’8 giugno 2016, nel corso di una Cerimonia Solenne tenutasi presso il Palazzo Magistrale dello SMOM a Roma, da S.A.E. il Principe e Gran Maestro Fra Matthew Festing. A Lui e al Suo Augusto padre e nostro Gran Maestro Costantiniano, Don Pietro di Borbone Due Sicilie, vanno le mie più sentite felicitazioni per l’importante riconoscimento.

Di seguito le foto della cerimonia.

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La vittoria della Brexit: la vittoria della libertà e della sovranità del Popolo

Il Popolo della Gran Bretagna ha votato ed ha scelto la via dell’autodeterminazione politica, della libertà economico-sociale e dell’autosostentamento consapevole senza cedere alle lusinghe, alle minacce e alle false promesse di un Unione Europea che invece di occuparsi della dilagante immigrazione clandestina, della lotta al terrorismo di matrice islamica, delle questioni militari continentali e mediterranee, di difendere l’avamposto dell’occidente in medio oriente cioè Israele, di proteggere i cristiani perseguitati in svariate nazioni, di tutelare la vita in tutte le sue forme, del contrasto ai grandi gruppi criminali, delle tematiche del lavoro, della formazione culturale e professionale dei giovani, di fonti energetiche alternative alla servitù del petrolio arabo, di trovare un modo ragionevole e onorevole per riavvicinare la Russia a noi e di regolare e regolamentare il mercato finanziario di cui  purtroppo è succube, si preoccupa di stabilire la dimensione minima delle cozze o dell’angolo di curvatura delle banane o peggio delle consulenze milionarie dei propri burocrati pagate con i risparmi sulle nostre pensioni. Purtroppo per gli eurotecnoburocrati dell’alta finanza quando i popoli votano scelgono la propria sopravvivenza e la propria identità, e bene se ne facciano una ragione. La consultazione del 23 giugno 2016 ha messo in luce tutte le contraddizioni che in questi anni hanno provocato ed accentuata una crisi economica che è stata la logica conseguenza della ricerca dell’utile a tutti i costi passando sulla pelle dei popoli e della loro Tradizione. Ancora una volta la Gran Bretagna ha salvato, speriamo, l’Europa dal baratro dell’assolutismo, come aveva fatto negli ultimi duecento anni, combattendo e vincendo, con grande impego di uomini e mezzi, le guerre contro l’imperialismo francese di Napoleone Bonaparte, contro quello tedesco degli anni 30 e 40 ed oggi contro quello degli anonimi padroni di questa Unione Europea a egemonia franco tedesca. Le “sofisticate” spiegazioni sui danni di un uscita della civilissima Gran Bretagna messe in campo dal potente apparato politico finanziario globalista ed informativo, non hanno persuaso i sudditi di Sua Maestà Elisabetta II, che anzi hanno così riaffermato un principio sacrosanto, in più di qualche caso in questi anni calpestato dalle autorità di Bruxelles, che è quello della Sovranità Nazionale che resta concretamente in mano al popolo attraverso il voto a prescindere dai trattati internazionali. Ma questa è stata anche la vittoria del sistema istituzionale britannico, da molti definito, compresi da coloro che in Italia fanno capo ai partiti di potere, uno dei più democratici ed efficaci, in cui il capo dello Stato, la Regina, che in Inghilterra è anche capo della Chiesa Anglicana, non sceglie i governi, come da noi, non si immischia nelle faccende parlamentari come è capitato troppo spesso ad un ex Presidente della Repubblica Italiana sia quando era in carica che ora da pensionato d’oro, ma si limita a fare le proprie considerazioni periodicamente e privatamente al capo del governo o magari in famiglia, come è successo per questo referendum in cui la sovrana si chiedeva quali fossero le ragioni per restare sotto la tecnoburocrazia di Bruxelles e implicitamente manifestando così tutti i suoi dubbi sulla permanenza del suo Regno nella pasticciata Unione Europea senza mai però oltrepassare i limiti imposti della sua alta posizione. Dubbi che peraltro attanagliavano già i suoi sudditi, che hanno dimostrato coraggio e consapevolezza nel votare per l’uscita, maggiormente nei distretti agricoli e in quelli dove la crisi ha accentuato la deindustrializzazione con il conseguente aumento della disoccupazione, a dispetto di quelli della City di Londra dove hanno vinto gli europeisti con un grande margine, molto enfatizzato dai mass media asserviti al potere dominante, ma dove votato purtroppo per loro solo 7000 persone quasi tutte impiegate nell’alta finanza. Ma questa è principalmente la vittoria dei partiti identitari come quello di Nigel Farage, a cui vanno i miei complimenti, col quale ho intrattenuto rapporti di condivisione ideale ai tempi dell’impegno come “Tradizional Popolari Italiani”, come testimoniato dai messaggi[1] che fin dal novembre 2011 ci siamo scambiati, e degli autentici conservatori come l’ex sindaco di Londra Boris Johnson e di tutti coloro che non vogliono la propria Patria invasa e stravolta da un immigrazione islamica senza controllo e inerme difronte al pericolo del terrorismo e al contrario votata all’autogoverno e all’autosostentamento. Infine questa è soprattutto la sconfitta della tecnoburocrazia tedesca, di Obama che era andato a Londra a fare propaganda per un’Europa più che unita asservita e di chi pontificava solennemente “chi alza muri per difendersi non è cristiano” e delle lobbies globaliste e mondialiste che hanno impedito di inserire nella costituzione le radici greco giudaiche cristiane che sono la stella polare per ricostruire veramente una nuova Europa sul modello di quello che fu il Sacro Romano Impero. L’Identità, la Storia e la Tradizione in questa occasione hanno prevalso.

 Antonino Sala

 


[1] Pubblico per brevità solo i primi due messaggi, che in qualità di Segretario dei Tradizional Popolari Italiani, l’on. Nigel Farage mi ha inviato.

 

  •   Messaggio del 21/11/2011

 

Dear Prof. Sala,

Many thanks for your support and encouragement, and good luck with the struggle for democracy where it matters most – in your own neighbourhood! What we need is organisation, against the power-nexus in Brussels, in every EU-captive nation, and in every country around the world.  Unfortunately, I barely have the resources to arrange such organisation in the UK.

Yours sincerely

Nigel Farage

 

  • Messaggio del 14/12/2011

 

Dear Nino Sala,

 Many thanks for your support and encouragement, and good luck with the struggle for democracy where it matters most – in your own neighbourhood!  A remarkable emergence is now taking place, into public view, of the totalitarian intentions of the EU-élite.  Until such a peril becomes as apparent as it has now become, there is no stimulus – in countries educated to ignore electoral and constitutional responsibilities – to take an interest in politics; but that stimulus is now painfully present.  All EU-governments have surrendered fiscal competences to the unelected EU-Commission; governments in Greece and Italy have been openly dismissed and replaced with EU-appointees; a Franco-German nexus has seized control of the euro-zone, and the EU’s will-to-power is growing ever more rapidly.  It is no longer possible to ignore the dictatorship, which is taking shape, and the necessity of opposing it. What we need is organisation in every EU-captive nation, and, indeed, in every country around the world, against the power of the Brussels-clique and its supranationalist backers elsewhere.  Unfortunately, I barely have the resources to arrange such organisation in the UK.  Nevertheless, the movement is awakening everywhere, and I hope you will find a way of assisting its advance, where you are.

Yours sincerely

Nigel Farage

 

 

 

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Bagheria, premio Socialità e Cultura 2016 a Antonino Sala

Ringrazio la commissione presieduta dal prof. Tommaso Romano del prestigioso Premio Socialità e Cultura del Circolo culturale Giacomo Giardina ed il suo presidente dott. Giuseppe Bagnasco, nella foto insieme a me durante la premiazione, per avermi conferito questo riconoscimento ieri nella splendida cornice di Palazzo Aragona Cutò di Bagheria con la motivazione “Per la saggistica e la promozione culturale”.

Antonino Sala

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